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ASSALTO AL PM

Ho appena finito di leggere il libro “Assalto al Pm” di de Magistris. Devo riconoscere che rappresenta un timido passo in avanti rispetto alla piattaforma politica, intrisa di banalità e luoghi comuni, sposata dall’ex Pm all’indomani delle elezioni Europee. Ho notato, senza stupirmi per la verità, che il nome di Vulpio non compare mai. Ho apprezzato invece l’analisi ruguardante la qualità del Csm e delle articolazioni politiche, specie di sinistra, che lo condizionano. Un passo in avanti rispetto alla sterile invettiva contro il Caimano. Nel libro risulta chiarissmo, inoltre, il ruolo di alcune altissime figure istituzionali, provenienti dal centrosinistra, nell’impedire il controllo di legalità. Molto convincente anche l’analisi sulle responsanbilità interne della categoria dei Magistrati. Tra le righe del libro si possono intuire anche le motivazioni, umane e caratteriali, che hanno influenzato le scelte successive di de Magistris in seguito al brillante risultato conseguito alle Europee, che a detta dello stesso protagonista è andato molto aldilà delle sue più rosee previsioni. Risultato che probabilmente lo ha indotto per inerzia a prendersi improvvisamente molto sul serio. Ma la poltica è una scienza molto mutevole. Meno convincente infine l’esasperazione del dato emotivo, caratterizzato da una serie di domande retoriche sui segni che le vittime delle ingiustizie sono costrette a portate per la vita. La vita è dura per tutti e i ruoli recitati nel corso della stessa non sono sempre gli stessi, Vittime e carnefici non sono categorie separabili e distinguibili una volta e per sempre. Bensì maschere che nella vita e a turno, un po’ tutti indossano per poi dismettere.

Francesco Toscano

Pubblicato il 26/5/2010 alle 17.29 nella rubrica Asmodeo & co..

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