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cosiparlocaiazza
Per quelli che... Apicella non è solo un menestrello

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Il 19 Gennaio il Corriere della Sera ha dedicato pagina 14 alle intercettazioni del sig. Caiazza che rivolgendosi ad alcuni dirigenti di IdV definiva Di Pietro un delinquente. Ora, il Caiazza non è un personaggio pubblico. Potrebbe essere il panettiere Gino o il barbiere Paoletto. Più o meno nelle stesse ore veniva diffusa (anzi, censurata) la notizia che il Riesame aveva confermato l’ordinanza di sequestro disposta da Apicella & co. nei confronti della procura di Catanzaro che da mesi rifiutava di trasmettere gli atti delle inchieste Why not e Poseidone di De Magistris (ovviamente, anch’egli trasferito). Ma di questo fatto nessun organo di disinformazione ha parlato. Apicella e i pm della procura di Salerno, come è noto, sono stati sanzionati dalla disciplinare del Csm nonostante il Riesame, unico giudice competente a pronunciarsi, avesse deciso nel senso della correttezza. Puniti per aver fatto il loro dovere di giudici, dunque. Nelle stesse ore, il Corriere, per non essere da meno, puniva Carlo Vulpio, cronachista della giudiziaria, reo di aver raccontato la trama del bestseller “Catanzaro-Salerno solo andata” (come lo chiama il muscolarista FT). Questo blog tributa, dunque, il degno riconoscimento alla chiara fama di Caiazza, asceso alla ribalta delle cronache nazionali per nessun motivo.

9 giugno 2009
ONORE A CARLO VULPIO
Carlo Vulpio, giornalista, candidato indipendente per l’Idv, non ce l’ha fatta. Per un pugno di voti (200) non entrerà al parlamento europeo nonostante abbia racimolato circa 40.000 voti in tutta Italia.  Peccato. Sarebbe stata una voce forte, utile, indipendente ed intelligente in un panorama politico complessivo che spesso esporta a Strasburgo grigi burocrati di partito con poche idee e pochissima passione civile. A differenza di altri illustri candidati indipendenti nell’Idv, come Alfano e de Magistris, Carlo, per motivi misteriosi, non ha potuto contare sull’appoggio del famoso blog di Beppe Grillo né sull’aiuto delle strutture periferiche del partito di Di Pietro. Ha fatto tutto da solo, combattendo con le sole armi che possiede: il coraggio e l’intelligenza. Di sicuro non ha potuto contare neppure sull’appoggio dei sui colleghi giornalisti, spesso molto accomodanti con i vecchi politicanti di turno e stranamente indifferenti alle proposte di un loro collega che ha pagato a caro prezzo il suo modo libero di fare informazione. Se non ha trovato sponde, penserà qualcuno, probabilmente avrà un cattivo carattere. Può darsi. Ma a parte il fatto che, come diceva Montanelli: “tutti quelli che hanno carattere, hanno un cattivo carattere”, Carlo è sceso in politica col piglio del giornalista. Poco avvezzo a tandem, staffette e accordi, si è premurato perlopiù di testimoniare nei fatti un modello diverso di intendere la politica, privilegiando la ricerca della verità alla comodità dell’opportunità. Quello stesso desiderio di verità e libertà, che lo aveva spinto, in perfetta solitudine, a raccontare sul Corriere le vicende catanzaresi di de Magistris e delle sue inchieste con rara onestà intellettuale. Carlo, nel suo piccolo, questo blog ti tributa un doveroso plauso per quello che hai fatto, detto e testimoniato con i tuoi comportamenti. Ti sei dimostrato un gigante in mezzo a troppi, inaspettati, pigmei.


Francesco Toscano


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permalink | inviato da caiazza il 9/6/2009 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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