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Per quelli che... Apicella non è solo un menestrello

NOVITA' IN LIBRERIA!

Il 19 Gennaio il Corriere della Sera ha dedicato pagina 14 alle intercettazioni del sig. Caiazza che rivolgendosi ad alcuni dirigenti di IdV definiva Di Pietro un delinquente. Ora, il Caiazza non è un personaggio pubblico. Potrebbe essere il panettiere Gino o il barbiere Paoletto. Più o meno nelle stesse ore veniva diffusa (anzi, censurata) la notizia che il Riesame aveva confermato l’ordinanza di sequestro disposta da Apicella & co. nei confronti della procura di Catanzaro che da mesi rifiutava di trasmettere gli atti delle inchieste Why not e Poseidone di De Magistris (ovviamente, anch’egli trasferito). Ma di questo fatto nessun organo di disinformazione ha parlato. Apicella e i pm della procura di Salerno, come è noto, sono stati sanzionati dalla disciplinare del Csm nonostante il Riesame, unico giudice competente a pronunciarsi, avesse deciso nel senso della correttezza. Puniti per aver fatto il loro dovere di giudici, dunque. Nelle stesse ore, il Corriere, per non essere da meno, puniva Carlo Vulpio, cronachista della giudiziaria, reo di aver raccontato la trama del bestseller “Catanzaro-Salerno solo andata” (come lo chiama il muscolarista FT). Questo blog tributa, dunque, il degno riconoscimento alla chiara fama di Caiazza, asceso alla ribalta delle cronache nazionali per nessun motivo.

CULTURA
7 febbraio 2010
RECENSIONE "CAPOLINEA"

Di Antonio Siracusano



La fermata di principio è davanti al Pio Albergo Trivulzio di Milano. C'è da vedere la fenditura nelle fondamenta della Prima Repubblica. Scendiamo dalla "corriera" che ci inoltrerà in un'esplorazione guidata, ripercorrendo le orme della storia attraverso una mappa aggiornata, disegnata con scrupolo storico e rigore intellettuale. Vedremo le crepe, i cornicioni che crollano, l'intonaco che si sbriciola, i pilastri inclinati, la polvere che si fa fumo informe, i ruderi. Andremo avanti seguendo le indicazioni che ci porteranno fino all'ultima tappa, dove campeggia il titolo del libro (Luigi Pellegrini Editore) scritto da Francesco Toscano: "Capolinea". Dal "mariuolo" Mario Chiesa al "papello" di Riina il conducente ci spiegherà come è stata gonfiata la bolla della Seconda Repubblica, facendoci rileggere una sceneggiatura rimossa, scritta sul silenzio di quell'aula parlamentare raggelata dalle parole di Craxi: «I partiti hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo. Presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro».

Era il 3 luglio del 1992, linea di frontiera per una memoria che l'autore ricompone con lo stile asciutto del giornalista e la meticolosità del ricercatore, senza rinunciare alle incisioni analitiche che scompaginano le letture conformistiche.

Sulle rovine di tangentopoli s'incarna la Seconda Repubblica. Ma più che fondarsi su una ricostruzione etica il nuovo corso edifica forme posticce nutrite dalle carcasse del passato, vivificate da una riconversione al ribasso. La chiave delle inchieste («non poteva non sapere») forza le serrature dei partiti, ma si rivela spanata davanti al portone di Botteghe Oscure: «Perché un partito come il Pci-Pds, parte come gli altri del sistema oggetto di indagini del pool, si rafforza politicamente negli anni del "terrore" mentre gli altri scompaiono?». Speculare a questo interrogativo è il banchetto di chi rovista tra le macerie per fare bottino d'indignazione popolare: «Giustizialisti inflessibili e implacabili fustigatori dei costumi del 1993, trasformatisi in ultragarantisti una volta entrati nella stanza del potere». Sono due tornanti che s'incroceranno a distanza di anni quando la «politica si salderà, da destra a sinistra, non su posizioni di trasparenza e legalità, ma sul reciproco desiderio di affermare come diritto l'intoccabilità della casta». Sulla scena italiana irrompono il maggioritario e Silvio Berlusconi. È lo spartiacque che avrebbe dovuto introdurre il Paese nelle riforme, nel sistema delle alternanze e delle democrazie compiute.

Ma ricostruendo gli avvenimenti che segnano gli anni dal 1994 al 2006 Francesco Toscano mette in fila gli spasmi del sistema politico. Il salvifico maggioritario si rivela un colabrodo. A un Berlusconi affondato dalla Lega corrisponde un Prodi disarcionato da Rifondazione comunista. Nel frattempo il mondo subisce torsioni traumatiche: dall'euro alle Torri Gemelle, dal dissesto strutturale dell'ex blocco jugoslavo alle "operazioni chirurgiche" in Afghanistan e Irak, dall'avanzata di nuove potenze economiche all'arrembaggio di una finanza illusionista e predatoria. È una corsa al dirupo. E le riforme? Sepolte nei programmi fumosi: «Lo smantellamento delle lobby che ingessano il Paese e sfruttano condizioni sostanziali di monopolio per arricchirsi smisuratamente ai danni del cittadini, non rientra nei doveri di un governo autenticamente liberale». Su una sponda un Berlusconi «iperliberista con i poveracci e protezionista con i potenti»; sull'altra «la neomercificazione del mercato del lavoro (pacchetto Treu), opera e vanto dell'Ulivo prodiano».

La politica è al guinzaglio dei poteri economici (il caso Fiat a Termini Imerese). In questa prateria spoglia c'è chi si ritaglia spicchi di oasi: i "furbetti del quartierino", lo scandalo Parmalat e i poteri mafiosi trattanti. Siamo vicini al "Capolinea". Con uno scarto di 24.000 voti il 16 maggio 2006 Prodi torna in sella, dispensando ministeri e sottogoverni (più di cento). Al timone del Governo sono legate funi centrifughe. Il Professore si affanna a inseguire i veti incrociati. Mastella, ministro della Giustizia, si dimette dopo l'arresto della moglie. Prodi crolla: «Un'isteria collettiva si impossessa improvvisamente del Senato. Nel marasma si distinguono per finezza e garbo alcuni senatori immortalati mentre mangiano mortadella a sfregio, mentre altri stappano bottiglie in stile ultimo anno». Torniamo davanti alle macerie della Prima Repubblica e Francesco Toscano ci chiede: «Sulle ceneri del vecchio sistema partitocratico, cacciato tra sputi, urla e monetine, è emersa una nuova classe dirigente, portatrice di un virtuoso modello di intendere il governo della cosa pubblica?».

 


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POLITICA
2 maggio 2009
LIBERTA' DI INSABBIARE
Secondo l'associazione indipendente no profit "freedom house", fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo, l'Italia è l'unico paese europeo dove la libertà di informazione fa decisi passi indietro. Berlusconi e il suo mastodontico confitto di interessi naturalmente influiscono pesantemente sulla caduta di credibilità del nostro sistema dell'informazione. Ma i problemi non finiscono qui. In Italia mancano gli editori puri e in un periodo come questo, di forte recessione economica, il potere politico possiede ottimi argomenti per addolcire la stampa. I giornali, si sa, vivono di pubblicità e di pubblici finanziamenti. Molte regioni del nostro belpaese, specie al sud, amministrate in maniera indegna godono comunque di ottima stampa locale, nonostante propongano non di rado un personale politico impresentabile e un numero record di consiglieri indagati anche per reati gravissimi. Calabria docet. Come è possibile? Semplice, basta che la regione compri pagine su pagine di pubblicità e improvvisamente tutti diventano più buoni. Un corto circuito dagli effetti devastanti. Il dato economico è certamente importante ma non l'unico. Esistono poi intrecci trasversali tra potere politico e componenti dei cosidetti organi "di controllo", vale a dire giornalisti e magistrati, che drogano la nostra democrazia. Basta pensare al meccanismo di autodifesa che "il sistema" è riuscito a mettere in campo per impedire che De Magistris e Forleo completassero le loro indagini, oppure alla censura universale che subiscono le parole di personaggi come Genchi, già condannato in via preventiva da tutti i media di regime, o quelle di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, il quale ipotizza scenari inquietanti sulle reali dinamiche che portarono alla morte di suo fratello, stranamente ignorati da tutti i mezzi di informazione. Per sapere qualcosa di vero, e non la solita retorica, bisogna cercare sulla rete. E sperare che faccia presto il suo ingresso nello scenario giornalistico del paese un nuovo giornale in grado di servire i lettori cittadini anzichè assecondare i disegni perversi di alcuni poteri, cementati da comuni appartenenze massoniche, che non vedono l'ora di tappare la bocca anche alle poche persone libere rimaste in circolazione.


Francesco Toscano
POLITICA
24 marzo 2009
UNA STELLA ILLUMINA IL FIRMAMENTO
Gian Antonio Stella e' un ottimo professionista. Un bravo giornalista capace di smascherare le magagne della malapolitica e dotato di una penna graffiante. Il successo editoriale di "La Casta", scritto insieme all'ottimo collega del Corriere Sergio Rizzo, parla chiaro. Stella brilla nel firmamento del giornalismo italiano. Da un po' di tempo pero' ho come l'impressione che a Stella l'antipatia verso la Casta sia un po' diminuita. Mi pare, ma potrei sbagliarmi, che da quando Berlusconi e' tornato prepotentemente al governo, "la casta" sia improvvisamente scomparsa. Se non scomparsa, di sicuro si e' camuffata bene. E pensare che ci sarebbe proprio bisogno dei pezzi di Stella su vicende come la condanna dell'avvocato Mills, che i giudici ritengono sia stato corrotto da Berlusconi, e non farebbe male neppure una bella inchiesta di Gian Antonio nel merito delle inchieste "Why Not" o "Poseidone". Invece niente, nisba. Stella ha deciso di concentrare il suo genio su vicende ben piu' importanti come, ad esempio,la promozione di Reggio Calabria a citta' metropolitana. Poi passera' probabilmente ad interrogarsi sul perche' nonno puffo avesse il cappello giallo, e infine forse si chiedera' dubbioso che fine ha fatto l'uomo ragno. Scopelliti, sindaco di Reggio, non deve stare molto simpatico a Stella che periodicamente gli rifila una stilittata. A dire il vero, per par condicio, un tempo non doveva stargli molto simpatico neppure il governatore della Calabria del Pd Agazio Loiero, anch'esso pubblicamente rimproverato in qualche occasione. Da un po' di tempo, pero', Stella vede nel giovane Scopelliti e non nel democristiano Loiero il simbolo negativo di una Calabria che non cambia. Chissa' come avra' fatto Loiero a convincere il severo Stella che poi tanto male in fondo non e'?


Francesco Toscano
televisione
22 marzo 2009
SKY VS MEDIASET (...E P2)

Il magnate Rupert Murdoch durante le elezioni presidenziali americane aveva sostenuto il repubblicano McCain, ma in Italia, con la sua paytv, è l’unico a contrastare e tenere testa al monopolio televisivo berlusconiano. Dopo lo sgarbo dell’aumento dell’Iva da parte del governo aveva promesso guerra a Mediaset e così è stato. In poche settimane sono sbarcati su Sky: Fiorello, Lorella Cuccarini, Giorgio Panariello, e addirittura il Re della Televisione Mike Bongiorno. Per Mike si tratterà di alcune ospitate dall’amico Fiore, ma i vertici dell’azienda non escludono una collaborazione continuativa soprattutto dopo il mancato rinnovo del contratto con Mediaset. Nel frattempo il piduista Maurizio Costanzo “Show” si è scatenato contro Mike colpevole, secondo lui, di ingratitudine nei confronti della rete del biscione e del suo padre padrone. Peccato che la nostra camicia coi baffi, come ha ricordato bene Marco Travaglio in un pungente corsivo sull’Unità, non sia la persona più adatta a dare lezioni di moralità. Infatti, già conduttore Mediaset, collabora anche con RadioRai e La7, inoltre scrive con disinvoltura su svariati giornali di destra e di sinistra, da il Messaggero a Libero passando per il Riformista. Viva la coerenza … “framassonica”

Emanuele Bellato

POLITICA
2 marzo 2009
IL TRAFFICO
Gelli su Klauscondicio, a proposito delle disgrazie di De Magistris, dice che in Calabria la massoneria e' forte. Sara'. Ma a furia di concentrarsi sulle dinamiche che hanno comportato l'allontanamento di De Magistris da Catanzaro prima e l'annientamento dell'intera procura di Salerno poi, si e' perso di vista il merito delle cose. Su cosa indagava De Magistris? Sui soldl, tanti soldi. Soldi erogati dall'Europa che avrebbero dovuto aiutare il definitivo sviluppo delle aree depresse e invece, secondo le accuse, servivano ad oliare sistemi di potere, mentre le zone in questione rimanevano depresse cosi' come i loro abitanti. Che fine hanno fatto i milioni di euro arrivati in Calabria? Boh. Fino a quando il nostro zelante sistema della disinformazione non dovesse scoprire che, magari, i soldi sono proprio a casa di De Magistris, ad oggi una risposta plausibile non c'e'. Di sicuro non sono stati utilizzati per migliorare la situazione economica della Calabria che, nonostante i milioni piovuti, rimane una delle zone piu' depresse dell'area euro e con il piu' alto tasso di disoccupazione. Ma se i padroni della Casta non intendono rispondere delle loro condotte in sede penale perche' si ritengono, e purtroppo nei fatti sono, al di sopra della legge, potrebbero almeno accennare qualche giustificazione in sede politica. L'Irlanda in pochi anni e' cresciuta enormemente sfruttando anche i contribuiti elargiti in sede comunitaria. Perche' loro si' e la Calabria no? Forse perche' in Calabria c'e' un problema che in Irlanda non hanno: il traffico.


Francesco Toscano
televisione
20 febbraio 2009
MA-CHE-PALLE-CHE-VESPA C'E'
Chi ha dimenticato il glorioso inno dell'ut(e)rino Me-noma-le-cheSi-lvio-c'è!!!
Ecco. Noi caiazza's vorremmo dedicare il famoso adagio all'insetto: Ma
che PALLE che Vespa c'è...
Vespa ha rotto le palle. Non ne possiamo più.
Se permettete, che PALLE pure argomentare fiumi di parole su concetti
avulsi, noiosi, barbosi e stucchevoli tipo: "servizio pubblico",
"canone", "diritto di cronaca"... ANACRONISMO RADICAL CHIC PURO!!!!
Volgarizziamo e contestualizziamo: passi il canone (tassa
partitocratica), passi il conflitto d'interessi
(incostituzionalizzato), passi il servizio pubblico (al servizio del
privato Berlusconi)... NON CE NE FREGA UN CAZZO.
Molto più banalmente: basta il monopolio dell'insetto sulla rete
ammiraglia. Più diretto, più comprensibile, più legittimo.
VOGLIAMO TRAVAGLIO IN PRIMA SERATA. Stop. Nessun commento.

MR
televisione
19 febbraio 2009
ULTIMO AVVISO PER I TONTI
Confalonieri (di oggi la notizia che del suo rinvio a giudizio per favoreggiamento nella bancarotta della Hdc di Crespi) avverte Mr. B: "Silvio attento, l'opposizione serve".

Ormai PD e PdL, pur formalmente avversari, sono la stessa cosa, perseguono lo stesso obiettivo, si fanno sponda a vicenda (v. dialogo sulla giustizia).

Possibile che l'unico a non averlo capito è rimasto Berlusconi?

MR

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politica interna
18 febbraio 2009
QUANDO SI DICE IL TIMING
Lunedì Soru crolla rovisamente in Sardegna.
Martedì Veltroni si dimette.
Nelle stesse ore giunge a sentenza a Milano il processo Mills, il
corrotto condannato a 4 anni e 6 mesi.
Il corruttore, invece, è a piede libero.
Morale della favola: i giornali aprono tutti con "PD nel caos" e
nessuno che evidenzi il fatto che in Italia il Presidente del
Consiglio è un corruttore di testimoni, a piede libero grazie al lodo
Alfano.
Complimenti per il timing!

MR

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POLITICA
18 febbraio 2009
PER UN PUGNO DI DOLLARI
 L'Avvocato Mills e' stato condannato. Il Tribunale di Milano ha ritenuta valida la tesi dell'accusa secondo cui l'avvocato avrebbe intascato soldi per rilasciare all'autorita' giudiziaria dichiarazioni false e reticenti.  Non sarebbe una notizia da urlo se non fosse per un leggerissimo particolare. Se Mills e' il complemento oggetto, il soggetto e' il Premier. Mi spiego meglio. La sentenza condanna il corrotto ma non si puo' pronunciare sulla responsabilta' dell'eventuale corruttore perche', l'eventuale, non si puo' processare. E perche', direte voi? Perche' lo dice lui. Amen. Ora in un Paese dell'europa continentale, del commonwealth, del nordafrica, dell'ex blocco sovietico e in generale in tutti quelli in via di sviluppo, la notizia avrebbe avuto una certa eco. Non proprio come l'attacco alle torri gemelli, ma perlomeno piu' della notizia che al presidente della camera Fini non piace Sanremo. Invece niente...si dice e non si dice... si parla a mezza bocca...anche perche', probabilmente, gia' dal nome, Mills, si capisce che non e' una vicenda che puo' interessare al grande pubblico, ma soltanto ai "tecnici" e ai soliti ben individuati giustizialisti. Quasi quasi mi convinco che hanno ragione loro: i garantisti. Il fatto che Mills abbia preso 600mila dollari dimostra al piu' solo una cosa: che chi glieli ha dati e' generoso e benefattore, alla faccia di invidiosi, comunisti, giustizialisti e affini. Povera Italia


Francesco Toscano

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televisione
17 febbraio 2009
VESPA SPECIAL
Non è il titolo del datato successo dei Luna Flop. Toscano, che è
calabrese ma ormai romano, nonchè come Romano è stato bolognese, può
capire.
Vespa Special è dedicato alla puntata odierna di Porca a Porca, come
Travaglio chiama la porcheria che il disservizio pubblico a servizio
del Privato ci propina ogni sera (il Privato, da stasera i caiazza's
si rivolgeranno a Sua Emittenza così: il Privato, tributando ad Al
Tappone il degno riconoscimento per gli alti meriti conquistati sul
campo per la difesa intransigente dei propri interessi privati).
Il Parlamento imbavaglia la giustizia? In Sardegna è agli sgoccioli lo
scrutinio Soru-Cappellacci (che cazzo di nome...)? Nel Paese esplode
la crisi più drammatica dal '92?
E  'sti cazzi. L'insetto parla di Sanremo. Fantastico. In studio
Luxuria e GG (D'Alessio), in collegamento Bonusolis, Mr. 1 Milione per
4 sere (manco fosse la più ambita delle zoccole), Laurenti (che gode a
fare la parte del coglione in mondovisione) e...udite udite... Il
vitivinicoltore Al Bano...
Questo è troppo.
Ora basta.
Ho deciso (e nessuno provi a farmi cmbiare idea).
Passo a Mediaset. Metto a Canale5 e preferisco Matrix di Mentana.
Come? Cosa? Non c'è Matrix? Ah. Non c'è Mentana? E' in vacanza? No? E'
in ferie? No.
Vabbé, mi guardo la Gialappa's. Quanto a ironia siamo lì.
Adda passà 'a nuttata.


MR

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permalink | inviato da caiazza il 17/2/2009 alle 0:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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